La corsa verso le Olimpiadi non è fatta solo di allenamenti massacranti, discese a tutta velocità e sacrifici fisici. Per molti atleti è soprattutto una battaglia economica. Lo sa bene Lisa Buckwitz, bobbista tedesca, che ha raccontato pubblicamente come sia riuscita a finanziarsi da sola il sogno olimpico grazie a OnlyFans. Una scelta fuori dagli schemi che ha fatto discutere, ma che per lei è stata decisiva: senza quei guadagni, spiega, sarebbe stato impossibile sostenere i costi di una stagione ad altissimo livello.
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Lisa Buckwitz è una delle atlete più conosciute del bob tedesco. In carriera ha già conquistato risultati importanti, arrivando fino all’oro olimpico, ma questo non le ha garantito una sicurezza economica duratura. Proprio da qui nasce una storia che sta facendo il giro del mondo: una campionessa costretta a cercare fonti di reddito alternative per continuare a competere ai massimi livelli.
Dopo aver già assaporato il successo olimpico, Buckwitz guarda ora ai prossimi Giochi con l’obiettivo di restare competitiva. Ma il percorso verso Milano-Cortina 2026 è lungo e costoso, e non tutti gli atleti possono contare su sponsor sufficienti o federazioni pronte a coprire ogni spesa.
Il bob è uno sport spettacolare ma estremamente caro. Tra trasferte internazionali, attrezzature tecniche, preparatori atletici e staff, i costi annuali possono arrivare a decine di migliaia di euro.
I finanziamenti non sono uguali per tutti. Anche chi ha già vinto può ritrovarsi con contratti ridotti o sponsor che si ritirano. Nel caso di Buckwitz, i fondi disponibili non bastavano a coprire l’intera stagione, rendendo necessario trovare un’alternativa per non rinunciare alla carriera.
Per molti OnlyFans è sinonimo di contenuti espliciti, ma la bobbista tedesca ha chiarito che il suo profilo è pensato in modo diverso. La piattaforma le ha permesso di monetizzare la propria immagine senza snaturare il suo ruolo di atleta.
Secondo quanto raccontato, Buckwitz pubblica soprattutto contenuti legati alla sua vita sportiva, allenamenti, viaggi e momenti dietro le quinte. Un modo diretto per coinvolgere i fan e trasformare il loro supporto in un aiuto concreto per sostenere le spese olimpiche.
Il caso della bobbista tedesca non è isolato. Sempre più sportivi, soprattutto in discipline meno seguite, stanno cercando canali alternativi per finanziare la propria attività.
La sua storia mette in luce un problema strutturale: non basta il talento, spesso non bastano nemmeno le medaglie. Senza sponsor o sostegni adeguati, molti atleti rischiano di fermarsi prima ancora di arrivare al grande appuntamento olimpico.
La decisione di usare OnlyFans ha attirato attenzione mediatica, curiosità ma anche critiche. Buckwitz ne è consapevole, ma rivendica la propria libertà di scelta.
Da un lato c’è il rischio di essere giudicata più per la piattaforma usata che per i risultati sportivi. Dall’altro, c’è una nuova visibilità che può trasformarsi in indipendenza economica. Per lei il bilancio è chiaro: OnlyFans non è uno scandalo, ma lo strumento che le ha permesso di continuare a inseguire il sogno olimpico.
Perché Lisa Buckwitz ha scelto OnlyFans?
Per finanziare allenamenti, viaggi e preparazione olimpica, coprendo costi che non riusciva più a sostenere solo con sponsor e federazione.
Pubblica contenuti espliciti?
No, ha spiegato che il suo profilo è incentrato soprattutto su contenuti sportivi e momenti della vita da atleta.
Il suo caso è unico nello sport?
No, sempre più atleti stanno sperimentando piattaforme alternative per ottenere entrate dirette dai fan.