La morte di Bruno Gagliano, noto come KastaDiva, ha colpito profondamente la comunità drag e LGBTQ+ italiana. L’artista è morto a Roma, città in cui viveva e lavorava. Dopo il decesso, la sorella ha avviato una raccolta fondi su GoFundMe per sostenere le spese necessarie al trasferimento della salma da Roma ad Alcamo (Trapani), città d’origine della famiglia. L’iniziativa, nata per affrontare i costi del funerale, è però finita al centro di una forte polemica dopo l’intervento di Taffo Funeral Services, fino allo stop della raccolta.
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KastaDiva era il nome d’arte di Bruno Gagliano, drag queen conosciuta e apprezzata soprattutto nella scena romana. Da anni era attivo nei locali e negli eventi LGBTQ+, diventando un volto noto della nightlife e un punto di riferimento per molti. La notizia del suo suicidio ha generato un’ondata di cordoglio sui social, dove colleghi, amici e fan lo hanno ricordato con messaggi di affetto e dolore.
Dopo la morte di Bruno, la sorella, Gemma Chiara Gagliano, ha deciso di avviare una raccolta fondi su GoFundMe per far fronte alle spese legate al funerale e al trasferimento della salma.
L’obiettivo era permettere il rientro della salma da Roma ad Alcamo, affinché KastaDiva potesse ricevere l’ultimo saluto nella sua terra, circondato dai suoi affetti.
Come spiegato dalla stessa organizzatrice negli aggiornamenti pubblicati su GoFundMe, la raccolta era partita con un tetto massimo di 11.000 euro, destinati a coprire:
Uno degli aspetti più discussi è stato l’aumento automatico del tetto massimo della raccolta. La sorella di KastaDiva ha chiarito di non conoscere inizialmente il funzionamento di GoFundMe, spiegando che la piattaforma, una volta raggiunta la cifra prefissata, incrementa automaticamente l’obiettivo.
Ha inoltre ribadito che:
La vicenda è diventata un caso mediatico dopo l’intervento di Taffo Funeral Services, che sui social ha espresso dubbi sulle cifre indicate nella raccolta fondi.
Taffo ha spiegato che, sulla base della propria esperienza nel settore funerario, alcuni costi apparivano elevati e ha invitato gli utenti a non donare, almeno fino a quando non fosse stata fatta maggiore chiarezza. Il post ha diviso l’opinione pubblica, tra chi ha difeso la richiesta di trasparenza e chi ha criticato il tono dell’intervento in un momento di lutto.
Dopo le polemiche e il clamore sui social, è arrivata la decisione di bloccare la raccolta fondi su GoFundMe. Lo stop è stato comunicato come una scelta condivisa, presa per evitare ulteriori tensioni e proteggere il dolore della famiglia di KastaDiva.
Il caso ha acceso un confronto più ampio su:
Molti utenti hanno sottolineato come, al di là delle polemiche, la priorità dovrebbe restare la memoria di KastaDiva e il rispetto per i suoi familiari.
Con la raccolta fondi ormai sospesa, resta il ricordo di Bruno Gagliano, in arte KastaDiva, e una vicenda che evidenzia quanto sia complesso gestire il dolore personale sotto i riflettori dei social network.
Chi ha organizzato la raccolta fondi KastaDiva GoFundMe?
La raccolta è stata organizzata dalla sorella di KastaDiva, Gemma Chiara Gagliano.
Dove è morto KastaDiva?
Bruno Gagliano è morto a Roma.
Perché la raccolta fondi è stata bloccata?
Dopo l’intervento di Taffo Funeral Services e le polemiche sui social, la raccolta è stata sospesa per evitare ulteriori tensioni.